Warning: count(): Parameter must be an array or an object that implements Countable in /web/htdocs/www.neurovascolare.org/home/wp-includes/post-template.php on line 284
13/11/2016

Fistole arterovenose durali

Cosa sono le fistole artero-venose durali (FAVD)?

Le FAVD sono una rara condizione patologica, caratterizzata dalla presenza di uno shunt patologico tra un’arteria del circolo intracranico ed un seno venoso. Solitamente le afferenze sono arterie meningee, ovvero rami dell’arteria carotide esterna. Il drenaggio venoso è verso i seni della dura madre (una meninge) o verso le vene corticali. Esistono diverse classificazioni che prendono in considerazione la localizzazione del drenaggio venoso e la direzione del flusso, anterogrado o retrogrado, in queste vene.

 

Perchè si formano?

È stata avanzata un’ipotesi che prevede la presenza di tre fasi:

  1. la trombosi dei seni venosi della dura madre sarebbe la causa scatenante;
  2. l’aumento pressorio a monte della trombosi causerebbe la formazione di microfistole tra il seno venoso, e le arteriole durali circostanti, mentre il processo infiammarotorio porterebbe alla formazione di nuove arteriole che contribuiscono alla formazione della fistola;
  3. l’ultima fase è quella della ricanalizzazione, totale o parziale, nella quale la trombosi si risolve, mentre permane la patologica comunicazione tra arterie e vene.

 

Quali sono i sintomi?

I sintomi sono molto variabili e dipendono dalla localizzazione e dell’anatomia della lesione.
Il tinnito (suono percepito dal paziente in assenza di una sorgente sonora nell’ambiente esterno) è il sintomo più frequente, perchè il seno trasverso è la prima sede di FAVD. Il sintomo è dovuto alla presenza di un moto turbolento attraverso lo shunt artero-venoso; è sincrono al battito cardiaco per questo si parla di “tinnito pulsatile”.
Nei casi più gravi c’è lo sviluppo di ipertensione venosa cerebrale, responsabile di deficit neurologici di natura emorragica e non, demenza progressiva, parkinsonismo reversibile, ed idrocefalo, per un deficit di riassorbimento del liquor.

 

Come si trattano le FAVD?

È necessaria un’opportuna comprensione del tipo di fistola: per quelle di basso grado il trattamento è indicato solo se c’è un tinnito incoercibile, invece è necessario per quelle di alto grado, che si associano a sintomi gravi nel 90% dei casi. Attualmente le opzioni terapeutiche sono tre:

  1. trattamento endovascolare
  2. radiochirurgia
  3. chirurgia

La chirurgia svolge ormai un ruolo secondario; la quasi totalità delle FAVD vengono trattate per via endovascolare e, in alcuni casi, con radioterapia.

 

Cosa sono le fistole carotido-cavernose?

Sono dei particolare tipo di FAVD che coinvolgono il seno cavernoso, un seno venoso del basicranio nel cui interno si trovano il segmento cavernoso di carotide interna ed alcuni nervi cranici (III, IV, V1, V2 e VI). Queste fistole possono classificarsi in vari modi (in base al flusso o alle arterie coinvolte) e possono essere spontanee o traumatiche.
Nelle fistole carotido-cavernose dirette c’è la rottura del segmento di carotide interna che passa all’interno del seno cavernoso, solitamente per rottura di un aneurisma localizzato a tale livello; in una minor percentuale dei casi la rottura è dovuta a trauma cranico.
Le fistole indirette sono causate da trombosi del seno petroso inferiore; in questo caso l’eziologia è uguale alle altre fistole durali.

 

Quali sono i sintomi delle fistole carotido-cavernose?

I sintomi sono consequenziali allo sviluppo di ipertensione venosa, pertanto possono manifestarsi dopo settimane o mesi. L’iperemia oculare, l’edema congiuntivale e l’esoftalmo sono i più frequenti; nei casi più gravi si può presentare oftalmoplegia, ptosi palpebrale, fotofobia, alterazione della sensibilità del volto, per compromissione dei nervi che si trovano nel seno cavernoso.

direct cc fistula sintomi

 

In cosa consiste il trattamento endovascolare?

Il trattamento endovascolare è una tecnica mininvasiva. Attraverso un microcatetere si inietta all’interno della malformazione un polimero o delle spirali che hanno la funzione di chiudere completamente lo shunt patologico.